CROWDFUNDING - RACCOLTA FONDI

L'ANGELO E L'EREMITA

 

L'Angelo e L'Eremita

 

E' sia il nome di un cortometraggio e sia il nome di una iniziativa di raccolta fondi per poter realizzare uno straordinario video storico, ambientale, paesaggistico, romantico ed antropologico.

Il salvataggio da parte di privati della frazione di Casarole e la conseguente ricostruzione dell'Eremo, fa da sfondo ad una incredibile storia dell'eremita Adelaldo e del suo amore per una creatura celeste.

Verità? Fantasia? Oppure...

Un mix di storie vere e leggende tramandate nei tempi? Probabilmente tutto questo nell'insieme.

Le vicende narrate sono state raccolte, nel tempo, da Aldo Soresini, "archeologo" per passione, speleologo e ricercatore di storie antiche, leggende e cose meravigliose.

 

 

La Storia in breve


Già nel 1700 sono iniziate le prime costruzioni della contrada Casarole, ma è nel 1820 che viene riadattato un antico riparo sotto la contrada, per consentire il rifugio, in caso di maltempo, a uomini ed animali ed il ricovero degli attrezzi.

Nel 1900 la costruzione viene abbandonata perché scomoda. Nel mese di aprile 1902 si sofferma per un breve periodo tal "Adelaldo Zivelonghi", ricercatore e naturalista, nonché appassionato archeologo. Era giunto fin lì a causa dei ritrovamenti dell'Età del Bronzo nei pressi della contrada dentro a grotte e caverne.

Sistemato alla meglio il ricovero, vi soggiorna per alcuni mesi, scandagliando grotte, ripari e dirupi.

 

E' durante una di queste ricerche chen nell'esplorare una grotta nascosta da una cascata d'acqua, mentre è intento in uno scavo, vede comparire una stupenda e bellissima creatura, una dolcissima ragazza dal viso triste con la quale Adelaldo ha modo di scambiare qualche parola e, affascinato dalla dolcezza e dalla bellezza di questa ragazza, se ne innamora a prima vista. Ma la ragazza dopo un po', misteriosamente scompare.

Seguiranno altre esplorazioni in cui Adelaldo incontrerà la donna di cui si è perdutamente innamorato. Ma nel frattempo gli avvenimenti incalzano.

 

Nel tempo, riesce a recuperare un discreto numero di reperti, finchè gli abitanti della contrada lo invitano a lasciare la costruzione. Fu così che Adelaldo fu costretto a  trasferirsi nella piccola grotta sottostante per poter proseguire le ricerche.

Per alcuni anni Adelaldo visse in quel riparo in estate e primavera, mentre, nei mesi freddi, trovava ospitalità  tra gli abitanti di Breonio o Fosse.

Per ricambiare l'ospitalità, aiutava a pulire le stalle o andava con loro nei boschi per fare legna. Ogni qualvolta qualcuno gli donava qualcosa da mangiare, lo ringraziava recitando al momento 10 "Ave Maria" , per questo, dopo alcuni inverni, gli fu dato l'appellativo di "Fra Adelaldo".


Pochi sapevano, però, che nonstante la sua ascetica scelta di vita e la sua religiosità, Adelaldo, nel segreto e nel silenzio dei boschi, incontrava la sua amata.

Lui era deciso.

Se non poteva avere l'amore di questa splendida creatura, avrebbe continuato per sempre ad essere un eremita.


La sua reputazione cambiò nel giugno del 1939, allorché ritrovò, in una delle sue grotte, la refurtiva sacrilega rubata da ignoti dalla Chiesa di Breonio alcune sere prime. Ben presto divenne famoso e tutti lo presero in simpatia. Fu così che gli abitanti di Casarole lo lasciarono rientrare nella loro costruzione sotto la frazione, dandogli aiuto anche per la sistemazione.

 

Gli abitanti raccontano che intorno alla sua abitazione, oramai un Eremo, si potevano vedere in certe notti, nuvole di lucciole illuminare, con una luce magica e misteriosa, la piccola costruzione alla quale gli animali, anche i più selvaggi, si avvicinavano senza paura.

 

I racconti narrano che Adelaldo apprese dalla sua "amata" i segreti della natura, dell'erboristeria, del curare le malattie con metodi semplici e naturali, riuscendo perfino a parlare con gli animali, motivo per il quale divenne anche vegetariano.

 

Nel frattempo la sua fede era molto aumentata e divideva la sua giornata tra ricerche e preghiere. Molte ore le passava in ginocchio davanti al precipizio, fuori casa, con lo sguardo rivolto al Santuario della Madonna della Corona, ma si comportava come se avesse sempre qualcuno a fianco a lui.

Si nutriva con un piccolo orto che si era fatto dietro casa (essendo lui vegetariano) e di alcun alimenti che gli donavano coloro che usavano andare da lui per piccoli malanni.
Da Adelaldo ricorrevano in molti per il mal di schiena (era facile in quei tempi, lavorando le pietre locali, avere questo disturbo);  la cura consisteva nell'appendere il sofferente a testa in giù, legato penzoloni alle caviglie con una corda attaccata ad un ramo d'albero (con lo sguardo rivolto al Santuario) per circa venti minuti. Ancora oggi alcuni abitanti della zona sono stati visti compiere questo rito.

Adelaldo usava vestirsi con un saio da lui cucito, facendolo così assomigliare sempre più ad un frate, e per questo la sua abitazione veniva ormai chiamata da tutti "Eremo".

Durante le due guerre l'Eremo diviene un deposito di viveri, che le mamme dei disertori nascosti nelle grotte, portavano ad Adelaldo, il quale, all'imbrunire, provvedeva alla distribuzione.

 

Fra Adelaldo, nella Seconda Guerra Mondiale, nascose disertori e prigionieri di guerra alleati in fuga, fra i quali alcuni piloti. Sfuggì sempre a qualsiasi controllo da parte dei tedeschi, che avevano piazzato le batterie antiaeree poco sopra la contrada di Casarole, in uno spazio antistante una cava di marmo e che rastrellavano di continuo la zona. Tutti pensano che fosse proprio questa misteriosa creatura che avvisava Fra Adelaldo, dei pericoli.

Fra Adelaldo muore di infarto il 3 settembre 1953. Lo trovarono addormentato, seduto, con il capo reclinato, in una posizione stranissima come se il suo corpo fosse appoggiato ad un qualcosa o a qualcuno di invisibile. Ma...

 

I LUOGHI E LE RIPRESE

 

Il film, che è già in fase di pre-produzione prevede riprese generiche in esterno delle grotte, dei sentieri, dei panorami, delle cascate che serviranno per documentare la straordinaria e sconosciuta bellezza dei posti dove si svolsero le vicende narrate nel film, mentre a settembre, si gireranno gli interni e gli esterni con gli attori.

La proiezione del film in prima nazionale è prevista per febbraio 2020.

LO SCOPO DEL FILM

 

Le finalità di questo film è di poter portare al largo pubblico e ad un turismo di qualità una location incastonata in un vero paradiso terrestre, facendo in modo tale che resti sempre così.

Casarole è un esempio unico, fra le sue cascate, le sue caverne e grotte abitate fin dall'età del bronzo, alle vicissitudini contadine, agli avvenimenti di guerra e di pace, al senso religioso e spirituale che in quei posti si respira.

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L'Angelo e L'Eremita.